Test di intolleranza alimentare per 93 alimenti

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Circa la procedura

Il test di intolleranza alimentare per 93 alimenti è un esame del sangue che misura nel siero la reattività delle immunoglobuline G, o IgG, verso 93 singoli alimenti. Il referto indica il livello di reattività IgG misurato per ciascun alimento. Per la configurazione del test attualmente confermata, il referto viene rilasciato entro sette giorni e comprende un’interpretazione.

Questo pannello viene talvolta preso in considerazione durante la valutazione di disturbi digestivi ricorrenti associati ai pasti, come gonfiore dopo i pasti, dolore e crampi addominali dopo i pasti, diarrea o stitichezza. Questi sintomi possono dipendere da numerose cause e un risultato IgG non permette di stabilire quale alimento, malattia o meccanismo digestivo ne sia responsabile.

Cosa può e non può indicare la reattività IgG specifica

La presenza di IgG specifiche indica che il sistema immunitario è entrato in contatto con una proteina alimentare e l’ha riconosciuta. La presenza o un livello elevato di IgG non dimostra, da solo, che l’alimento testato provochi sintomi. Le principali società scientifiche di allergologia non raccomandano i pannelli IgG specifici come test autonomi per diagnosticare allergie o intolleranze alimentari, poiché le IgG possono comparire dopo la normale assunzione di un alimento e possono essere associate anche alla tolleranza immunologica.

Un valore più alto non implica quindi che l’alimento debba essere eliminato definitivamente. Un valore basso o negativo non dimostra neppure che l’alimento sia sicuro per una persona che abbia avuto una possibile reazione allergica. Il risultato deve essere confrontato con i sintomi, l’anamnesi, l’alimentazione abituale, i farmaci, le diagnosi precedenti e gli eventuali accertamenti indicati dal medico.

Differenze rispetto ad altre condizioni correlate agli alimenti

Reattività IgG e allergia alimentare mediata da IgE

L’allergia alimentare mediata da IgE è una reazione immunologica diversa che può causare orticaria, gonfiore, vomito, respiro sibilante, difficoltà respiratoria, capogiri o anafilassi, spesso poco dopo l’assunzione dell’alimento responsabile. La valutazione si basa sull’anamnesi clinica, su test cutanei mirati o sulla ricerca delle IgE specifiche nel sangue e, in casi selezionati, su un test di provocazione orale sotto controllo medico. Questo pannello IgG non diagnostica né esclude un’allergia mediata da IgE.

Celiachia

La celiachia è una malattia autoimmune scatenata dal glutine nelle persone geneticamente predisposte. Sebbene frumento, orzo e segale siano presenti nel pannello, la reattività IgG verso questi cereali non permette di diagnosticare la celiachia. L’iter diagnostico richiede esami sierologici specifici, generalmente anticorpi anti-transglutaminasi tissutale IgA e IgA totali, e talvolta una biopsia intestinale. Il glutine non dovrebbe essere eliminato prima degli accertamenti, salvo diversa indicazione medica, poiché la restrizione può modificare i risultati.

Intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio deriva da una ridotta digestione del lattosio, lo zucchero naturalmente presente nel latte. Non è una reazione immunologica IgG. La diagnosi viene orientata dal tipo di sintomi, dalla valutazione alimentare e, quando necessario, dal breath test all’idrogeno. Un risultato IgG relativo al latte vaccino, caprino o ovino non conferma né esclude l’intolleranza al lattosio.

Altre cause digestive

Sintomi simili possono essere associati a sindrome dell’intestino irritabile, carboidrati fermentabili, infezioni, malattie infiammatorie intestinali, sovracrescita batterica dell’intestino tenue, effetti dei farmaci, disturbi pancreatici o biliari, stipsi, risposta intestinale allo stress o altre patologie gastroenterologiche. Sintomi persistenti, progressivi, notturni o inspiegati richiedono una valutazione medica appropriata e non la sola interpretazione di un pannello IgG.

Alimenti inclusi nel pannello da 93 alimenti

  • Latte e uova: latte vaccino, latte caprino, latte ovino, albume, tuorlo.
  • Pesce: tonno, merluzzo, sogliola, salmone, aringa, sgombro, passera, trota.
  • Frutti di mare: crostacei, gamberi e scampi, molluschi.
  • Frutta a guscio: mandorla, nocciola, arachide, noce, noce del Brasile, anacardo.
  • Cereali: riso, avena, orzo, segale, frumento, grano duro, grano saraceno, miglio, mais.
  • Spezie e ingredienti vegetali: aglio, pepe, peperoncino rosso, zenzero, menta, noce moscata, vaniglia, colza.
  • Carne: maiale, agnello, selvaggina, tacchino, pollo, manzo.
  • Verdure: melanzana, broccoli, cipolla rossa, funghi, cavolfiore, cicoria, fagiolini, lattuga, patata, cetriolo, peperone, porro, cavolo, pomodoro, carota, barbabietola, sedano.
  • Legumi: piselli, fagioli bianchi, fagioli, lenticchie.
  • Frutta: avocado, prugna, fragola, kiwi, limone, mela, pesca, melone, arancia, albicocca, pera, ananas, banana, pompelmo, uva bianca, uva nera, ribes nero, carruba, cocco.
  • Altri alimenti e ingredienti: sesamo, caffè, cacao, cola, semi di girasole, lievito da panificazione, lievito di birra, tè.

Come viene eseguito il test

Fase 1: Valutazione del motivo del test

Prima dell’esame è utile annotare quali sintomi compaiono, quanto tempo dopo il pasto iniziano, quanto durano, con quale frequenza si ripetono e se esiste un rapporto costante con uno specifico alimento. Occorre considerare anche eventuali test allergologici precedenti, esami per la celiachia, referti gastroenterologici, restrizioni alimentari e terapia in corso.

Fase 2: Preparazione al prelievo

Il campione deve essere prelevato a digiuno oppure dopo almeno tre ore senza assumere alimenti. Ciò riduce il rischio di un campione lipemico, che può interferire con l’analisi. Prima dell’appuntamento è opportuno verificare le istruzioni individuali relative a bevande, farmaci e orario del prelievo.

Fase 3: Prelievo e analisi del siero

Viene prelevato un campione di sangue e il siero viene analizzato per misurare la reattività IgG verso i 93 alimenti inclusi nel pannello. Il prelievo richiede generalmente pochi minuti.

Fase 4: Rilascio del referto

Per la configurazione attualmente confermata, il referto è disponibile entro sette giorni. Presenta la reattività misurata per i singoli alimenti e comprende un’interpretazione. Le categorie e i valori numerici devono essere letti nel contesto del metodo utilizzato e non devono essere considerati una diagnosi.

Fase 5: Valutazione dei passi successivi

Il passo seguente può consistere nel mantenere l’alimentazione abituale, compilare un diario strutturato di alimenti e sintomi, discutere un’eliminazione mirata seguita da reintroduzione con un professionista qualificato oppure seguire un diverso percorso diagnostico. Il sospetto di allergia immediata richiede una valutazione allergologica, la possibile celiachia necessita di test specifici e il sospetto di intolleranza al lattosio può richiedere una valutazione alimentare o un breath test.

Informazioni principali

  • Tipo di test: misurazione della reattività IgG specifica verso alimenti.
  • Campione: siero ottenuto da un campione di sangue.
  • Numero di alimenti: 93.
  • Preparazione: digiuno o almeno tre ore senza cibo.
  • Referto: entro sette giorni per la configurazione confermata.
  • Limite principale: il risultato non diagnostica autonomamente un’intolleranza o un’allergia alimentare.

Precauzioni relative a terapia e alimentazione

I corticosteroidi e i farmaci citostatici possono influire sulla tempistica del test o sull’interpretazione del risultato. Questi medicinali non devono essere sospesi senza indicazioni del medico prescrittore. Chi li assume deve contattare il medico e la sede del prelievo prima della prenotazione, poiché il protocollo attuale indica che potrebbe essere necessario un intervallo di almeno un mese senza tali terapie.

Una dieta di eliminazione ampia o prolungata non dovrebbe essere iniziata esclusivamente in base ai risultati IgG, soprattutto nei bambini, in gravidanza, nelle persone con un’alimentazione già limitata o a rischio di carenze nutrizionali o disturbi alimentari. Eventuali modifiche dovrebbero essere mirate, limitate nel tempo, adeguate dal punto di vista nutrizionale e seguite da una rivalutazione strutturata.

Per richiedere il test è utile indicare i sintomi, la loro relazione temporale con i pasti, gli alimenti sospetti, la terapia in corso, gli eventuali referti allergologici o gastroenterologici e le restrizioni alimentari. Queste informazioni aiutano a verificare se il pannello IgG per 93 alimenti corrisponde all’esame richiesto o se può essere più appropriato un altro percorso di valutazione.

Candidato

Il test può essere preso in considerazione da persone con disturbi ricorrenti associati all’alimentazione che desiderano una misurazione aggiuntiva della reattività IgG specifica. È più appropriato quando la persona comprende che il risultato non costituisce una diagnosi e deve essere valutato insieme a sintomi, anamnesi, dieta e altri referti. Non sostituisce gli accertamenti per sospetta allergia immediata, celiachia, intolleranza al lattosio, malattia infiammatoria intestinale, infezione o altra condizione gastroenterologica.

Preparazione

Presentarsi al prelievo a digiuno oppure dopo almeno tre ore senza assumere cibo. Preparare informazioni su farmaci, integratori, restrizioni alimentari, precedenti esami allergologici o gastroenterologici e tempi di comparsa dei sintomi dopo i pasti. Corticosteroidi e farmaci citostatici non devono essere sospesi autonomamente. Prima della prenotazione occorre contattare il medico prescrittore e la sede del test, poiché il protocollo attuale può richiedere un intervallo di almeno un mese senza tali terapie.

Trattamento

Viene prelevato un campione di sangue e il siero viene analizzato per la reattività IgG verso 93 alimenti specifici. Il prelievo richiede generalmente pochi minuti. Il referto presenta la reattività misurata per ciascun alimento e, per la configurazione attualmente confermata, comprende un’interpretazione. Si tratta di una misurazione di laboratorio e non di un trattamento, né stabilisce da sola quali alimenti debbano essere eliminati.

Risultato

Per la configurazione del test attualmente confermata, il referto è disponibile entro sette giorni. Mostra la reattività IgG misurata per ciascun alimento, ma un valore più alto non dimostra che l’alimento provochi sintomi e un valore basso non esclude un’allergia o un’altra reazione avversa. Il risultato deve essere interpretato insieme a sintomi, alimentazione, dati clinici ed eventuali test allergologici, sierologici, respiratori o gastroenterologici mirati.

Precauzioni

Dopo il prelievo possono comparire temporaneamente fastidio, livido, lieve sanguinamento o capogiri. Non sospendere farmaci prescritti senza indicazione medica e non iniziare una dieta di eliminazione estesa basandosi solo sui risultati IgG. Orticaria immediata, gonfiore del viso o della gola, difficoltà respiratoria, svenimento o sospetta anafilassi richiedono una valutazione medica urgente e un percorso allergologico orientato alle IgE. Non eliminare il glutine prima degli accertamenti per la celiachia salvo indicazione medica.

Ivana, Patient Coordinator

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